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EMANUELE CIOGLIA " ASIA NON ESISTE "

 

Perché uomini e donne, apparentemente belli, ricchi e felici, decidono di uccidersi nei modi più strani? Qual è la causa che li spinge al gesto estremo? Esiste un collegamento tra questi misteriosi suicidi? Per il commissario Libero Solinas arrivare a una soluzione di questo nuovo caso è un vero rompicapo. Aiutato dalla compagna poliziotta Carla Grena, affiancato dall'ineffabile anatomopatologo Arquazzi, Solinas si trova catapultato in una realtà allucinante, imprevedibile, dove ogni tentativo per giungere a una verità appare inutile. Intanto la gente continua a morirgli attorno... finché, un incontro non proprio casuale, lo rimette sulla pista giusta. Tra bottiglie di birra e disordine materiale, tra moti di arguzia e battute di spirito, ancora una volta Libero Solinas ci trascina per le strade di una città senza tempo e senza pietà, capace di ogni bontà e meschineria.

 

NICOLO' MIGHELI " HIDALGOS "

 

Un omicidio, un'eredità contesa, una strage di animali. Gli avvenimenti del '27 si stagliano sullo sfondo di un piccolo paese dell'interno dove le lotte tra fascisti e antifascisti vanno a sommarsi ai mai sopiti contrasti tra famiglie rivali. Amore, gelosia, solitudine, crudeltà si mischiano in un vortice di fatti che sconvolgono la pacifica quotidianità della comunità, rischiando di distruggerla completamente. Sarà questo il mondo che dovrà conoscere il giovane maresciallo dei carabinieri Alberto Contorsi, impegnato, fin dal suo arrivo nel paese, a scoprire l'autore di un efferato delitto. Alla ricerca della verità, Contorsi si accorgerà presto che quello che sembrava un posto solitario e semplice, in realtà è un luogo complesso, squassato da mille contrasti, dominato da personaggi ambigui e determinati a conservare il proprio potere. Un intreccio avvincente, che rievoca un periodo di transizione fondamentale per la nostra storia, nel passaggio tra democrazia edittatura, tra decadenza dei ceti nobiliari e ascesa di quelli imprenditoriali eborghesi, dove la finzione letteraria riesce a penetrare fin nel profondo un mondo che si trasforma

 

MARILU' OLIVA " MALA SUERTE "

 

Esiste la Fortuna? Esiste il Destino? La Guerrera – da vera materialista – giura di no, anche se tutto concorre a farle credere che un dio dispettoso stia complottando contro di lei.In una Bologna notturna viene compiuto un omicidio: la vittima è stata derubata e uccisa con una modalità inusuale al giorno d’oggi: avvelenamento da cloroformio. L’ispettore Basilica capisce che la responSabilità è da collegarsi a una baby gang di latinos e italiani e subito coinvolge La Guerrera in questa terza avventura come consulente speciale in grado di addentrarlo nella contraddittoria comunità ispano-americana. Un nuovo omicidio si lega al primo attraverso il cloroformio e le indagini si intersecano. La Guerrera sonda negli ambienti salseri della città e si avvale della preparazione scientifica – sta completando la tesi per laurearsi in criminologia – e delle doti intuitive, nonché delle frequentazioni “speciali”, quale il cubano con cui ha intessuto una relazione. Nel frattempo prosegue la sua rincorsa spasmodica alla ricerca di un’occupazione, a dimostrazione che il precariato è stigmate profonda del nostro tempo e non spiacevole moda passeggera. Mentre Catalina mescola i suoi tarocchi e la Commedia di Dante ritorna all’occorrenza, tra sigarette, bottiglie di rum e patatine, La Guerrera affronta la vita come è abituata: combatte in capoeira e combatte in jeans, si ostina, casca, si rialza, cerca rifiugio nei sensi, persegue un ideale personale di giustizia che cozza col mondo buio che la circonda. Turbata dalla tensione con l’ispettore Basilica – che vedrà un’inaspettata evoluzione –, deve risolvere diverse questioni, tra cui una del passato legata alla prozia che l’ha allevata in maniera anaffettiva e rigida. La sfortuna è uno dei temi conduttori del romanzo, la Mala Suerte personificata, la sua affermazione, il suo valore cartomantico, quello scaramantico. La sua potenza ma anche la sua negazione e chissà se alla fine l’ombra che aleggia cupa si dissolverà o inghiottirà qualcuno...

 

 

 

JO NESBO " LO SPETTRO "

 

Sono passati tre anni da quando Harry Hole è andato via. Via da Oslo, via dalla Centrale di polizia, via dalla donna che ha amato e ferito troppo, e troppe volte. Ma dai suoi fantasmi no, da quelli non è riuscito a fuggire: l'hanno inseguito a Hong Kong e ora lo reclamano, e Harry non può non rispondere, non può non tornare. Oleg, il figlio di Rakel, il ragazzo che lui ha cresciuto come fosse anche figlio suo, è in carcere. Accusa: l'omicidio di Gusto Hanssen, il suo migliore amico. Movente: secondo gli investigatori, un regolamento di conti nel mondo della droga. Ma Harry non ci crede.Oleg, il suo Oleg, il bambino che lo teneva per mano e lo chiamava papà, può essere diventato un tossicodipendente, ma non un assassino. E a lui non resta che correre a casa, correre contro il tempo, in cerca di una verità diversa da quella già decretata. Una verità che si nasconde tanto nelle maglie dei sentimenti più profondi che legano le persone, quanto nei quartieri dello spaccio, con l'ombra misteriosa di un nemico inafferrabile che lo vuole morto.

 

MASSIMO PISA " MILANO COLD CASES"

 

I delitti perfetti esistono. Sono quelli senza colpevole. Sono i processi che terminano con un’assoluzione, i faldoni chiusi con una richiesta di archiviazione, le centinaia di pagine di interrogatori, informative e relazioni della scientifica dove il particolare sfugge, la prova è sfocata, gli orari non combaciano. Magari diventano, se riesumati anni dopo, «cold case», come da fortunata definizione di conio poliziesco-televisivo. Esistono anche gli assassini perfetti, ma sono meno. Sfuggono, spesso aiutati più dalle circostanze che dall’istinto, dilettanti fortunati più che professionisti attenti. A Milano le statistiche dicono che l’80% degli omicidi vengono risolti da polizia e carabinieri, investigatori capaci e scrupolosi, non infallibili però. Rileggendo gli ultimi vent’anni di cronaca nera a Milano e provincia, il numero degli omicidi senza assassino – poco meno di 300 – potrebbe provocare vertigini. Molti appartengono alle faide di mafia e ’ndrangheta di inizio anni Novanta, qualcuno ha trovato un colpevole anni dopo nelle aule di tribunale, grazie alla dichiarazione di qualche pentito. Scene di guerra, ordinarie storie di mala e di mafie. Sono «gli altri» omicidi, e la normalità delle «altre» vittime, a raccontare le storie più dolorose e misteriose insieme. La clochard adottata da un quartiere, trucidata per strada senza perché. Il ristoratore fulminato sul marciapiede senza che gli venisse tolto un centesimo di tasca. L’ex tossico finito prima che si ricostruisse una vita fuori di galera. Lo stimato primario e il commercialista delle cooperative, il gallerista e l’imprenditore, la casalinga disperata e l’edicolante gentile. Storie e inchieste scivolate via dopo due giorni dalle pagine dei quotidiani. Memorie, nere, da recuperare

 
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