Recensioni

:: SETTANTA

 

"Con l'avvento dei settanta l'Italia era piombata nel casino completo.
Nemmeno il adri ci stavano più con la testa. Tra terrorismo e delinquenza comune, il lavoro dello sbirro aveva cessato d'essere uno stipendio sicuro, e c'era da farsi il segno della corce prima di mettersi la divisa.
Dalla centrale avevano riferito il racconto dei testimoni oculari: due guardie sull'asfalto, svenute o pure peggio."

Anni settanta. L'epica di un decennio che l'autore, nato nel 1978, non ha vissuto. Anni densi di eventi, di tragedie e di complotti, un periodo in cui lo Stato è stato attore, nelle sue parti deviate, di una strategia della tensione e di tentativi di colpi di stato. Anni in cui il terrorismo ha dilagato, ha insanguinato le città, ha costruito un teorema astratto di rivoluzione che è stato sconfitto dalla Storia e dalla stessa separatezza da chi dichiarava di voler riscattare. Anni in cui la delinquenza comune è stata assoldata da certo settori dei Servizi segreti e ha agito per scopi altrui. Anni in cui la mafia ha ucciso e ha preparato il suo piano di stragi. Anni in cui la massoneria si è segretamente organizzata in una loggia, la P2, per impossessarsi capillarmente dello Stato e ridurlo in suo potere... 
E sono gli anni in cui Aldo Moro è stato sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse: ma quanta responsabilità abbiano avuto alcuni uomini di potere non si è mai saputo.
Sono i misteri d'italia, quei misteri che mai sono stati chiariti né risolti. Introdotti dalla Strage di Piazza Fontana nel 1969 e via via accumulati, e tragicamente intrecciati, hanno condizionato tutta l'evoluzione politica e democratica del nostro Paese e di cui ancora oggi viviamo le conseguenze.
Questa è la Storia: ma come può nascere da tante tragedie un romanzo? Sarasso dichiara che i suoi sono personaggi di finzione e averli fatti interagire con figure reali è opera di creazione narrativa. Eppure come non riconoscere, ad uno ad uno, dando un preciso nome e cognome i tanti stragisti, golpisti, uomini delle istituzioni e della finanza che popolano l'ampio romanzi di questo giovane scrittore? 
Anche il personaggio che domina il primo romanzo di Sarasso (precedente cronologico e logico di questo), Confine di Stato, e che, pur con minore presenza, è motore anche di questo, Andrea Sterling, pur essendo sicuramente una creatura della fantasia dell'autore, ha tutta la verosimiglianza di qualche figura di spicco dei servizi segreti deviati, di un personaggio realmente operante in Italia in quegli anni. 
Tutta una prima parte del romanzo vede i preparativi e le prime fasi di un tentativo di colpo di Stato sostenuto dagli americani e fallito proprio per un loro ritrarsi all'ultimo momento. Fantasia di scrittore? In parte la cronaca degli anni passati ha dimostrato che tentativi falliti di questo genere ce n'erano stati (e lo ha verificato anche la cronaca giudiziaria), in parte, chi ha vissuto quegli anni sa bene quanto la tensione sul tema fosse alta e bruciante.  
Ma, per non parlare sempre di storia, torniamo a questo romanzo davvero importante: ottima la capacità di intrecciare storie tra loro diverse, la politica, la criminalità comune, il costume di quegli anni emergono con assoluta vivacità e verità dalle pagine di SettantaOttimo l'uso della lingua, varia e mutevole a seconda degli attori in scena, fino a riprodurre dialetto e gergo senza però mai eccedere nell'uso manieristico del linguaggio. 
Questo secondo volume di una necessaria trilogia (che viene sempre citata come "trilogia sporca d'Italia") soddisfa pienamente il lettore che già dalla lettura di Confine di Stato aveva intuito che questo scrittore era molto più di una promessa. Aspettiamo il libro sugli anni ottanta e novanta, fiduciosi in una uguale serietà di ricerca e competenza sui fatti narrati, non tanto per assoluta precisione nei dati, quanto nella capacità di coglierne i nessi profondi, le atmosfere, le sensibilità del momento. Siamo certi perciò che Simone Sarasso riuscirà a dire una parola importante e ad avere un ruolo originale nel quadro della nuova narrativa italiana.


Share |

:: TARQUIN HALL" VISH PURI IL CASO DELLA DOMESTICA SCOMPARSA

 

 Che bella, anzi buona mangiata virtuale, barfi con tanto pistacchio e noce moscata ricoperto di una foglia d'argento commestibile, riso e lenticchie speziate, seekh-kebab con tanta salsa piccante e poi...il tè ...forse quello delle cinque?
Si proprio quello, come è routine per gli inglesi, non può mancare per gli indiani, anche nel bel mezzo di un processo, parliamo forse di Poirot?
No, no... parliamo di Vish Puri, della "Investigatori privatissimi Ltd", vincitore di un premio internazionale e sei nazionali 'discrezione' è la nostra parola d'ordine" (la migliore di tutta l'India).
Vish Puri è stato ideato da Tarquin Hall, questo è solo il primo episodio della serie dedicata a questo bizzarro e divertente investigatore, un uomo educato, preciso e "Cicciotto", con tendenza all'ipertensione e forse al diabete, con baffetti curati ed abbigliamento originale, una sorta di Sherlock Holmes indiano, ma guai a dirglielo in faccia.
I suoi collaboratori sono tutti veri stakanovisti ( ricordano un po’ Geronimo Stilton), tutti hanno un soprannome, i suoi migliori investigatori sotto copertura sono: Luce Al Neon e Sciacquone, la moglie Rumpi, l'autista Freno A Mano, il pigro fattorino Zerbino, una Mammina protettiva che va in giro con il contenitore della Tupperware pieno di cibo, poi anche lui ha la sua Lisbeth Salander, ovvero Crema Al Viso, una bella nepalese scappata di casa, ma ahimè sfornita dell’ultimo modello di palmare.
Oddio quanti profumi inebrianti si sentono in questo libro, a cominciare dalla piacevole copertina che ha il sapore di antico, di altri tempi, invece non è così, la storia è ambientata nei nostri giorni, tutto è semplice e poco complicato, la lettura è fluida ed è difficile staccarsene, niente estenuanti dilungamenti e logorree, i colpi di scena non mancano e si susseguono ben delineati e precisi.
Niente tecnologia, palmari, hackers, CSI o RIS, niente lavatrici, ma tanta servitu’ reclutata dalla campagna in una contemporanea India caotica , ricca di tradizioni e con un sistema giudiziario carente e sommario, a cui appartiene comunque una società non carente d’ironia.
Il delitto sta alla ricerca del colpevole come la risoluzione del crimine sta nelle mani di Vish Puri.
La ricetta? Intuito e le prove, come nei classici gialli.


Share |

:: PIERLUIGI PORAZZI "L'OMBRA DEL FALCO"

 

La trama e le recensioni di L'ombra del falco, romanzo di Pierluigi Porazzi edito da Marsilio. Un thriller mozzafiato sulla scia de Il suggeritore di Donato Carrisi. Alla semplice vista dell'ombra del falco, i piccoli animali che ne sono prede si immobilizzano o scappano terrorizzati. Anche se sono appena nati, già sanno che è un predatore, è un'informazione scritta nel loro dna. L'ombra di un predatore umano sconvolge una tranquilla cittadina del Nordest. In una discarica viene ritrovato il cadavere di una ragazza. Pochi giorni dopo, alla questura arriva una busta, che contiene una lettera e un dvd, con cui l'assassino sfida la polizia, e in particolare l'ex agente Alex Nero, che viene richiamato in servizio per tentare di catturare il serial killer. La strada per arrivare alla soluzione del caso sarà tortuosa, irta di insidie e pericoli, fino alla sconvolgente rivelazione finale. L'ombra del falco è un thriller teso e cinematografico che resterà a lungo nella memoria dei lettori. Ma anche un romanzo che dipinge con toni asciutti e taglienti il ritratto di una società malata, popolata di "mostri" anche nella realtà di tutti i giorni.

Pierluigi Porazzi è laureato in giurisprudenza e lavora presso il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. Giornalista pubblicista, scrive recensioni cinematografiche sul settimanale di Trieste «Vita Nuova». Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie e in varie antologie, nonché nella raccolta La sindrome dello scorpione pubblicata nel 1998 da Campanotto Editore.


Share |